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giovedì 24 gennaio 2013

“FORTUNA, IL BUCO DELLE VITE” di Jolanda Buccella


Quando ci si accorge di essere vicini alla morte è quasi inevitabile tentare di fare un bilancio della vita che si è vissuta.

Ed è proprio quello che tenta di fare “Fortuna”, la protagonista di questo romanzo mentre uno strano individuo, che assomiglia spudoratamente a un etereo angelo del Signore, la sta accompagnando verso il cortile dove verrà eseguita la sua condanna a morte. Soltanto che, a differenza di altri, Fortuna deve cercare di tracciare il bilancio di ben tre vite.

È impossibile vivere tre vite completamente diverse l’una dalle altre?

La storia di Fortuna ne è un raro esempio.

Per informazioni: http://www.ciessedizioni.it/fortuna/

CHI E’ L’AUTRICE
Jolanda Buccella nasce il 28 giugno del 1980 in un minuscolo paesino della provincia di Salerno.  Adora scrivere da quando ha imparato a farlo, divora libri, ha pianto senza ritegno quando ha letto per la prima volta UN UOMO di Oriana Fallaci, dipinge ed è una tifosa sfegatata del Milan.

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mercoledì 23 gennaio 2013

“Il Sole ora splende”: recensione di Monica Pasero


Tra i fantastici quaderni della Collana “Matrioske” editi da Artemuse, spicca un quaderno ricco d’emozioni genuine, scritto dalla penna delicata e fluida di Elvira Tonelli. Nasce così un racconto sicuramente meritevole d’attenzione, un viaggio in una realtà difficile, ma in cui la speranza e la voglia di rinascita spunteranno proprio come un caldo raggio di sole.
L’amore per un padre o solamente il bisogno di averlo, possono annullare la tua vita? Me lo sono chiesta leggendo con il cuore in mano questo racconto e arrabbiandomi con Jessica, la protagonista di questa storia, la quale ha sacrificato i suoi anni più spensierati per accudire un uomo, suo padre, da cui ha subito solo umiliazioni, ma si sa, noi donne siamo strane e spesso annulliamo la nostra vita, sacrificando noi stesse per sopperire in qualche modo ad una mancanza. Vivendo così di briciole d’affetto e trattenendole strette nel cuore nei giorni in cui prepotente ritorna il dolore, così faceva Jessica, lottando ogni giorno contro il demone dell'alcool che aveva reso prigioniero il padre.
Ma la vita spesso dai grandi dolori, fa nascere immense gioie. Questa è una delle altre sensazioni che ho percepito tra queste pagine.
Nella vita di Jessica, inaspettatamente giunge Raffaele che poco a poco entra nel suo cuore, e nei momenti più difficili sarà lui a sorreggerla. Le nuvole si diradano e un raggio di sole colpisce la giovane vita della ragazza.
Speranze riaffiorano nel suo percorso, ma vengono nuovamente disilluse dagli eventi tragici che la vedranno protagonista, e quando tutto sembra finire, quando deponi le armi al dolore e ti concedi a lui, c’è sempre una mano che ti rialza, un abbraccio che riscalda quel gelo che senti dentro di te. La forza dell’amore avvolgerà così Jessica illuminando per sempre il suo viso di un raggio eterno di sole.

Monica Pasero
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giovedì 10 gennaio 2013

IL SOLE ORA SPLENDE di Elvira Tonelli


Eccomi qua a presentare il mio libro “Il sole ora splende” che dà il via alla mia presenza, quale autrice, in Artemuse editrice. Rientra nella collana “I quaderni delle Matrioske”.

Per acquistarlo http://www.twinsgroup.it/twinsstore/product.php?id_product=88.
Jessica è sola al mondo. La madre l’ha abbandonata all’età di tre anni ed è cresciuta con un padre alcolizzato che non ha lesinato in scenate e botte per i più futili motivi. Tra mille difficoltà e vessazioni, questa bambina è diventata un’adolescente schiva e una ragazza problematica, ma conservando sempre un animo buono, pronto a perdonare anche gli errori più gravi e a coprire ogni nefandezza.

Quando il vero amore fa capolino nella sua vita, stenta a credere che qualcuno al mondo possa prendersi cura di lei, che sia degna di ricevere tutte quelle attenzioni. Ne ha quasi paura e prende le distanze. Ma forse non tutto è perduto per chi ha un angelo custode che veglia giorno dopo giorno sulla sua vita.

Con “Il sole ora splende”, Elvira Tonelli, alla sua seconda prova come autrice, ci racconta una storia d’amore delicata, profonda, che nasce e cresce a dispetto di tutta la cattiveria e il male che possono abbattersi su un’esistenza, lanciando un messaggio di speranza a ogni donna.
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mercoledì 9 gennaio 2013

“A SCUOLA CON PORTAMENTO” di Antonella Sgueglia


“A scuola con portamento” è un libro-manuale per le ragazzine che desiderano intraprendere la carriera di modella ma anche per quelle che sanno perfettamente che potrebbe restare solo un sogno.

Attraverso il mio libro, la lettrice di qualsiasi età, si addentra nelle vicende quotidiane della protagonista Cristina, detta Cri, e con lei supera l’imbarazzo dei primi giorni di scuola in un liceo dove regna la puzza sotto al naso. Come tutte, desidera di entrare nel gruppo delle ragazze più “in” ma, nel momento in cui riesce a conquistare il bello della scuola, ecco che qualcosa scatta nella sua mente. Capisce che quel mondo frivolo non fa per lei e ritorna con i piedi per terra, cercando le vecchie amicizie, quelle vere.
Cristina, segue il corso di portamento per difendersi dalle cattiverie delle compagne di classe, invidiose della sua bellezza ma non lo dimostrano, anzi lo celano combinandogliene di tutti i colori. Una storia come tante, facile che la lettrice possa immedesimarsi.

La protagonista è una ragazza di colore che vive un disagio in famiglia: i genitori sono separati e lei si trova a vivere sola con la madre, di pelle bianca. Cri, infatti, è mulatta sicché nata dalla relazione di una donna bianca con un uomo haitiano di colore. Dunque Cri non sa come pettinarsi e valorizzarsi, essendo diversa dalla madre e dalla zia. Iniziando il corso, parte il suo viaggio verso la scoperta di se stessa. Impara a truccarsi, a camminare guardando dritta davanti a sé e non fissando i piedi, rompe il ghiaccio con l’obiettivo fotografico e con il mondo maschile, a lei sconosciuto (bacerà il mito della scuola, Renzo).

È una storia semplice, genuina, che si ripete ad ogni generazione e in continuazione. Una ragazza si sente sola in mezzo ad una coalizione creatasi e non riesce ad emergere, a far capire com’è fatta. A furia di chiederselo, noterà che non le è chiaro dapprima a se stessa com’è in realtà e proverà a scoprirlo.

“A scuola con portamento” indica, sin dal titolo, il mutamento in Cri in seguito alla ribellione che nasce nei confronti delle “arpie” che non la lasciano in pace. L’unica amica è Gio ma si allontana appena Cri inizierà il suo cambiamento e solo alla fine del libro, le due, si ritroveranno più unite di prima.

Il romanzo è, dunque, rivolto ad un pubblico giovane; lo stile è chiaro, senza troppi artifici, pur senza trascurare l'accuratezza strutturale e linguistica che rende il mio romanzo gradevole anche ai ragazzi più  maturi. In più, le numerose lezioni su trucco, portamento, posa fotografica e bon ton, narrate in modo semplice e chiaro risulteranno uno strumento di accrescimento cognitivo per molte ragazze, sia per quelle che sognano di diventare indossatrice e sia per chi desidera sentirsi meglio con se stessa.


CHI E’ L’AUTRICE
Antonella Sgueglia, traduttrice Freelance di lingua inglese; vincitrice del concorso “Verrà il mattino e avrà un tuo verso” indetto da Aletti editore con la poesia “Seppur nascessi cento volte”. “A scuola con portamento” è il suo primo romanzo di narrativa per ragazzi. In primavera il suo romanzo di narrativa femminile “Dove osano le farfalle” sarà in tutte le librerie e gli online stores. Un altro progetto è in fase di valutazione.   

Numero pagine dell’ebook: 114
Prezzo: 0,89 centesimi
            

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giovedì 22 novembre 2012

LE DONNE FONDAMENTALI PER LA SOCIETA’, MA…

Le donne… Siamo sempre noi le più penalizzate… Proprio oggi a pagina 15 de La Stampa c’è un pezzo così intitolato: “Donne e lavoro, l’Italia è in serie B. Il nostro Paese all’80° posto nella classifica del Global Gender Gap”.

Ora, non voglio entrare nello specifico e nei dati tecnici riportati nell’articolo, ma qualche parola vorrei spenderla.

Noi donne siamo il pilastro portante della società: siamo noi che generiamo la vita, siamo sempre noi che dobbiamo barcamenarci per trovare un equilibrio tra casa e lavoro, quando poi arrivano i figli, dobbiamo farci in quattro per riuscire a fare tutto nell’arco delle 24 ore. Sempre noi andiamo al lavoro anche con la febbre ai 40, con mal di testa, dolori mestruali, ecc.

Siamo organizzate, competenti, disponibili. E potrei andare avanti all’infinito. Ma???? Siamo noi le più penalizzate sul lavoro. Finché svolgiamo il nostro compito, va tutto bene, nonostante lo stipendio più basso e le cariche a noi affidate, quasi sempre inferiori a quelle degli uomini. Sono loro, infatti, che ricoprono i ruoli più alti della società: politici, manager, ecc.

Il giorno in cui comunichiamo al datore di lavoro di essere in dolce attesa, allora ci trasformiamo in “un problema”. E già… perché una donna che si trasforma in mamma, rappresenta un problema. Se il figlio sta male, bisogna prendere permesso, se il figlio deve andare a una visita, idem…

Part-time, tempo continuato, ecc. ma stiamo scherzando????

Insomma, siamo fondamentali per la società, ma ciò non basta.

Pari opportunità? Cosa sono? Quote rosa?

Tutte parole, come sempre, come al solito e chi ci va di mezzo siamo noi DONNE…

mercoledì 21 novembre 2012

MEGLIO DEBOLI CHE VUOTI DENTRO

L’arroganza vince sempre. Sì, cari, purtroppo è così. Chi è arrogante, chi si sfoga sui più deboli, chi vuole sempre avere ragione e non ammette che, nella vita, si può anche sbagliare, chi rimangia ciò che ha detto, chi pensa di essere sempre e comunque migliore degli altri, chi non ammette la propria ignoranza…

Se il mondo va così è perché esistono soggetti del genere che, ahimé, sono davvero molti. E non mi riferisco solo ai politici… Forse un po’ di umiltà non guasterebbe. E, soprattutto, non guasterebbe il rispetto per gli altri.

Mi chiedo, però, che vita abbiano questi “esseri”? Una vita, immagino, vuota, insipida, priva di valori, quelli veri, quelli che contano e finiranno, prima o poi, per ritrovarsi soli e abbandonati a se stessi e, magari, avranno pure la presunzione di chiedersi il perché!

Ogni tanto, forse, sarebbe meglio mettere da parte un po’ di orgoglio, mettersi in testa che tutti, prima o poi, sbagliano e che ammettere i propri errori non è segno di debolezza, bensì di coraggio.

Il fatto è che queste persone non meritano la sottomissione e il rispetto degli altri, non lo meritano affatto, ma le persone, quelle vere, preferiscono essere accusate ingiustamente, essere insultate senza reagire, sapendo di essere nel giusto piuttosto che dare risposta a chi una risposta non la merita.

Meglio essere deboli, che vuoti dentro…

lunedì 12 novembre 2012

POSSO SORRIDERE…

Chiudo gli occhi e ti vedo. Vedo la tua bocca che mi sorride, i tuoi occhi che mi osservano come se fossi la pietra più preziosa di questa terra, sento le tue mani che mi accarezzano, il tuo profumo che mi inebria i sensi.



Tu, la mia roccia, il mio sostegno, la linfa vitale che mi completa. Insieme siamo una forza, insieme ci completiamo, insieme condividiamo ogni momento.

Non posso sentirmi persa o sola, sapendo che ci sei, non posso piangere, sapendo che tu mi asciugheresti tutte le lacrime, ma posso sorridere…

Sorridere a te, alla vita e al mondo intero…

Sorridere con il cuore….

Sorridere con amore…