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Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità, non può per tanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7/03/2001

martedì 6 marzo 2012

Donne uccise, strangolate, violentate: dove stiamo andando a finire???

“Dicevano di amarle: altre due donne uccise dai partner”. A Verona un marito strangola la moglie per gelosia. Omicidio-suicidio a Piacenza, lei non lo voleva più. Sono solo gli ultimi due episodi, in ordine di tempo. Da gennaio ad oggi sono 28 le donne uccise dal proprio partner o da famigliari. Nel 2010 furono 127, 136 nel 2011. Sono dati davvero agghiaccianti.

Cosa abbiamo fatto noi donne per meritarci questo? Si dice che l’uomo non accetta l’emancipazione femminile e la maggiore autonomia della donna. Noi donne, da sempre, abbiamo faticato più dell’uomo per affermarci, per acquisire i diritti che abbiamo oggi. Ma non basta: rimaniamo sempre in secondo piano.

Dobbiamo faticare il doppio per affermarci professionalmente e poi guadagnare comunque meno, fare i salti mortali per organizzare casa e lavoro; pensarci due volte prima di fare un figlio, perché in certi casi (ancora troppi, ahimé), si rischia di perdere il lavoro.

A tutto ciò, ad una prima litigata, rischiamo di farci ammazzare. Siamo dei manichini in mano a degli aguzzini. Forse sto esagerando, ma leggendo certe cose, credo neanche troppo.

Il problema, secondo me, sta nel fatto che in ogni caso continuiamo ad essere considerate il “sesso debole”. Cosa farebbero, però, gli uomini senza di noi? Si sentirebbero persi…

E allora? BASTA VIOLENZA! Bisogna ricominciare a dialogare, a parlare. La violenza non risolve nulla. Giovedì è la “Festa della donna”: cerchiamo di viverla nel vero spirito che la festa richiama.

Per fortuna, non tutti gli uomini sono uguali, per fortuna ci sono uomini che sanno cos è il rispetto, che ti circondano di tante piccole attenzioni, che ti fanno sentire importante…

lunedì 27 febbraio 2012

Antonio Giordano presenta “L’esecrabili scritture”

Torno a parlarvi dell’autore Antonio Giordano. Questa volta l’autore ci presenta un altro suo libro dal titolo “L’esecrabili scritture. Quisquilie d’autore”.



Un'antologia di scritti che intercetta diversi generi letterari: il giallo (SOS - L'arcana concezione); il poema epico (Miceneide); l'epistola (Lettera di un aspirante Scrittore....); le fiabe (Incipit fabula); il racconto autobiografico (Viaggi); il testo teatrale (Un uomo d'affari); il forum di discussione su internet (Insomnia); il saggio (San Silvestro).

Da leggere assolutamente e meditare profondamente. Imparerete, infatti: che la discrezione e la riservatezza sono il segreto del successo negli affari. A rispettare gli animali, soprattutto cani e gatti. A compiere un viaggio catartico negli abissi dell'inconscio per sciogliere i nodi irrisolti che avvelenano la vostra psiche. A chiarire il mistero della creazione.

Come creare delle fiabe di successo e scrivere una lettera efficace a un Editore per spingerlo a pubblicare la vostra opera prima. Come accogliere degnamente il nuovo anno per ingraziarvelo. Come trasformare in vantaggio la vostra insonnia abituale.

Sarà un'avventura emozionante, del corpo e della mente.

Leggere per credere! Buona lettura.

venerdì 24 febbraio 2012

Autori emergenti attenzione: “Fidarsi è bene, non fidarsi è meglio”!

Voglio proporvi la storia successa a una scrittrice che, insieme a una sua amica, stava per realizzare un sogno. Purtroppo, però, non bisogna mai fidarsi di nessuno, perché viviamo in un mondo dove anche i “buoni sono cattivi”.

Esistono persone che si prendono gioco di chi si impegna duramente per rincorrere una passione e sogna un po’ di notorietà per il lavoro svolto.

Con questa storia Pamela Baiocchi riassume in modo egregio, quanto le è accaduto e ci vuole mettere in guardia…

LEGGETE:

Il sogno rubato  di Pamela Boiocchi

“Voglio dedicare questa brevissima fiaba ad Emiliana, cara amica, e a Fabio, consigliere fidato in questa avventura, coinvolto suo malgrado nelle nostre vicissitudini editoriali.

C'era una volta una bambina che aveva un sogno: scrivere la fiaba più bella di tutte e poterla leggere a tutto il mondo. Aveva un'amica e con lei condivideva il suo desiderio segreto, fino a che un giorno incontrarono qualcuno disposto a farlo avverare, a trasformare il sogno in una realtà.

Le due bambine erano davvero felici perché credevano finalmente di aver trovato qualcuno disposto a credere nella loro fantasia e con le capacità di trasformarla in qualcosa di vero e con la quale avrebbero potuto far sognare tante altre persone.

Così lavorarono e lavorarono, ma bisognava fare tutto in fretta perché c'era poco tempo, e disegnarono, usarono pennelli e colori, e tante parole messe bene in fila una dopo l'altra, e persino una grande farfalla colorata insieme a tutti i frammenti dei loro pensieri, delle loro speranze e dei loro tesori. Anche un folletto diede il suo aiuto, offrendo la sua voce per far conoscere al mondo il sogno delle bambine.

Erano così felici però che fecero un grande errore, non badarono a domandare cosa avrebbero dovuto dare in cambio di quel bel regalo. Fu un grave sbaglio che le due bambine pagarono a caro prezzo, perché come insegnano mamma e papà non ci si deve mai fidare degli sconosciuti e nessuno regala senza voler ricevere qualcosa in cambio.

Il sogno andava venduto e avrebbero dovuto farlo di corsa camminando molte leghe senza sosta perché nessuno sapeva che la fiaba esisteva. E quando tutte le parole si fossero esaurite ne avrebbero perso un pezzo: impacchettato e spedito, consegnato senza prova.

Le bambine piansero ma accettarono le conseguenze del loro errore, pentendosi, e impararono la lezione.

Decisero che non si sarebbero più fatte ingannare e che non avrebbero mai più dato la loro fiducia senza garanzie. E a quelle persone dissero che con loro non avrebbero più voluto sognare.

Ma di nuovo qualcosa accadde e a quelle bambine venne strappato il loro sogno colorato, dissero che non erano state brave, che i punti non si trovavano dove avrebbero dovuto, che la colpa era di una delle bambine che sapeva ma aveva taciuto, che non conoscevano il mondo. E vennero derise...

(Questa non è un’opera di fantasia. Nomi, personaggi, luoghi e fatti non sono prodotto dell’immaginazione dell’autrice. Ogni riferimento a persone realmente esistite, vive o morte, fatti, luoghi o eventi non è puramente casuale)”.

Bene, che ne pensate???
Io, personalmente, penso che sia una vergogna. Il mondo dell’editoria italiano è pieno di trappole e sotterfugi, di cose non dette, ma date per scontato. E, come in tutti gli ambiti, è davvero complicato far capire alla gente quanto sei bravo, se non sei amico di…, parente di…, ecc.
Insomma, funziona come qualsiasi altra cosa in Italia.

La casa editrice in causa è la NOMS edizioni. Purtroppo ve ne sono anche altre che promettono, ma solo a parole…

Ora non voglio entrare nel merito, in quanto faccio solo da tramite per far circolare il più possibile la voce, in modo che cose come queste non accadano più e so, per esperienza, quanto sia difficile rifiutare una proposta di pubblicazione, specialmente se si tratta della prima opera.

Bisogna, però, non lasciarsi abbindolare da tante parole e promesse (in questo sono tutti bravi!), ma fare ricerche sulla casa editrice in questione, contattare altre persone che hanno pubblicato con “lei”, e se non si è più che sicuri, lasciar perdere e sperare in altre proposte.

Per fortuna vi sono anche case editrici serie, che seguono l’autore dalla A alla Z e fanno tutto alla luce del sole. Non voglio fare di tutta l’erba un fascio…

Forse le case editrici sono troppe, come sono troppi gli autori emergenti. Non tutti coloro che scrivono, meritano di essere pubblicati. Solo che funziona così: quelli veramente bravi (e grazie al mio blog ho avuto modo di incontrarne davvero molti) faticano ad emergere.

Cosa pensate di tutte le persone famose che pubblicano un libro? Praticamente tutti i personaggi dello spettacolo scrivono (o, meglio, si fanno scrivere un libro), ma lo ritenete giusto??

Aspetto i vostri commenti!!

“L’ODORE DELLA FELICITA’” è il primo libro di Simonetta Mannino

La felicità è soltanto una semplice e fugace sensazione sensoriale per Nina, la protagonista di questo racconto. In una fredda giornata di neve, assieme alla sorella Ornella, mentre aspetta che i vigili del fuoco entrino nella casa della madre, che da tre giorni non risponde al telefono, Nina rivive in flashback il suo passato.



La madre, apparentemente affettuosa ma, in realtà, murata nel suo male di vivere e nella sua solitudine che cerca di compensare con il vino, la sorella Ornella, così pratica, concreta, e anche gelosa della sorellina, un padre che ha abbandonato la famiglia: questo è il mondo di affetti malati e incompleti di Nina, che la portano a sviluppare una sorta di masochismo che sfocia in episodi di autolesionismo, sia nell’infanzia, sia nell’età adulta.

Appena maggiorenne, la protagonista lascia la fabbrica – ha anche tentato di studiare, ma non è riuscita a conciliare studio e lavoro – per esibirsi in un night e finisce per prostituirsi: vuole denaro, molto denaro, per regalare alla madre un’esistenza più agiata e, in qualche modo, forse, comperarne l’affetto, ma intanto continua ad autodistruggersi. Anche l’amore non è che illusione: di Nina, ovviamente, perché per gli uomini lei è soltanto una puttana.

Il primo romanzo di Simona Mannino, nonostante l’argomento drammatico, è capace di regalare al lettore più esigente e attento momenti di autentico piacere per la bellezza della scrittura, per i personaggi non descritti, eppure vividamente visualizzabili, e per l’abilità nell’uso di foreshadowing e metafore: la penna d’argento con cui Nina firma il contratto per lavorare al night è come una lama, la firma che traccia è come una ferita, immagine che annuncia l’ambivalenza della scelta della ragazza; i canarini morti nella gabbietta, in casa della madre, ricordano altri due piccoli e morbidi batuffoli gialli, le scarpine di lana con le quali Nina vuole annunciare a Cristian, l’uomo che si illude di amare, la sua gioia di essere incinta, gioia che si spegnerà subito in una scena di violenza che culmina in un aborto.

La narrazione fluida coinvolge il lettore e lo trascina in un mondo di simboli, di colori, di luci, di odori e sensazioni attraverso i quali la lettura si fa esperienza e strumento di conoscenza, e allora ci interroghiamo: il viaggio della vita, dove porta? Alla fine del racconto, Nina darà la sua risposta: così privata, così personale, così finitamente umana.

Il libro è in vendita su www.edizioniesordienti.com


CHI E’ L’AUTRICE?
Simonetta Mannino nasce a Padova nel 1968. Attualmente risiede nella provincia con la famiglia, dove  vive e lavora. Amante della lettura da sempre, le sue passioni spaziano dai classici ai contemporanei, dal sentimentale, al noir, al thriller psicologico. I suoi autori preferiti sono: Patricia Highsmith, Isabelle Allende, Stephen King, Emily Bronte, Oscar Wild, Alexandre Dumas e molti altri. Da sempre attratta dai lati più oscuri della mente umana e spinta dalla voglia di comunicare, si è avvicinata alla scrittura da adolescente, inizialmente dedicandosi alla poesia. La passione per la parola scritta, gli umori e i tormenti dell’animo umano sono la molla interiore che l’ha spinta a scrivere il suo primo romanzo.

“TREDICI MAGGIO” è il libro di Raffaella Nassisi

Metto passione in tutto ciò che faccio, sono io, è il mio modo di vivere, giusto? Sbagliato? Non lo so, ma è l’unico modo che ho.”

Questa è Giulia, un po’ don Chisciotte in jeans, un po’ Peter Pan, 158 centimetri di concentrato di trentenne inquieta dell’hinterland milanese, piena di voglia di mordere la vita e che ancora non ha capito cosa vorrà fare da grande, nonostante sia già madre di un bambino di otto anni, che sta allevando da sola.

Dopo l’ennesima storia sbagliata, che le ha procurato infelicità, solitudine e attacchi di panico, Giulia smette di mentire a se stessa: se si sta male, non è amore, non può esserlo. L’amore fa star bene, ti fa sentire le bollicine della felicità, come se ti stappassero una lattina di Schweppes direttamente nel cervello.

Un po’ svitata, “vergognosamente spontanea”, Giulia non si dà per vinta: dalla vita vuole la favola. Ci sarà pure un principe azzurro anche per lei! Intanto, si arrabatta come può, corre da un lavoro all’altro, coccola il figlio, si districa nel traffico delle ore di punta, digita frenetici messaggini al cellulare, si ostina a portare tacchi da 12 centimetri anche quando è insano farlo (ad esempio, per fare sopralluoghi sui tetti, nel tentativo di vendere impianti fotovoltaici).

Quando si è aperti alla vita, generosi come Giulia, l’amore arriva. Forse, non senza qualche problema, anzi. Ma arriva di sicuro.

Raffaella Nassisi, con Tredici maggio, ci regala un rosa scoppiettante, moderno, punteggiato da tonnellate di SMS, ironico, scritto con un linguaggio attuale, per raccontarci una storia di oggi ma anche, come sempre quando si parla d’amore, una storia senza tempo.

Il libro è pubblicato in versione e-book da Edizioni esordienti e in versione cartacea da Book sprint edizioni!

Buona lettura!!

Oggi andiamo a scoprire il libro “NOI” di Flavia Pellegrino

Non può credere alle proprie orecchie Chiara, la più piccola di quattro sorelle, quando i suoi genitori, per mettere fine alle loro continue liti famigliari, costringono lei e le sue sorelle a partire per fare una vacanza rilassante tutte e quattro insieme.



Elisa, tranquilla e razionale, è la più grande e matura, ed è l'unica capace di mantenere la pace fra le ragazze. Sabrina è sempre precisa e ordinata, con le idee chiare, ma la testa fra le nuvole; Arianna è solare e spigliata, decisa, risoluta e terribilmente ingenua e Chiara, è atletica e maschiaccia, apparentemente forte eppure piena di insicurezze.

Quattro sorelle e amiche che in una vacanza indimenticabile sulle coste della Sardegna, attraverso nuovi incontri e divertenti avventure, riscopriranno l'importanza dell'amicizia.

La narrazione si svolge dal punto di vista di Chiara che, come un diario di bordo, racconta dal suo punto di vista la vacanza che cambierà la sua vita.



CHI E’ L’AUTRICE?

Flavia Pellegrino è nata a Bari il 12 Agosto del 1987, dove attualmente vive.  Diplomata al Liceo Scientifico, studia Medicina e Chirurgia all'Università degli Studi di Bari. Accanita divoratrice di libri sin dalla tenera età, collabora con recensioni e interviste alla sezione Libri nel sito internet www.pensorosa.it. Iscritta al social network www.Anobii.it ha pubblicato la recensione a “La casa degli Spiriti” di Isabel Allende, nella raccolta di recensioni “Il tarlo della lettura”, edito Rizzoli nel 2008. Sito internet di Noi: http://myblog.pensorosa.it/cartaepenna/noi  (con i link di tutte le interviste e recensioni fatte fino ad ora).

Un grosso in bocca al lupo alla giovane autrice e buona lettura a tutti voi!!!!

“Il quaderno dei ricordi” di Stella Ada Rossetti

L’autrice ci presenta la sua opera: “In questo libro che ho deciso di intitolare Il quaderno dei ricordi. affronto diverse tematiche. In primo piano evince la malattia HIV, non medicalmente parlando ma sotto un aspetto psicologico. Il tutto ambientato nella fascia di età adolescenziale. Perché? Secondo alcune recenti statistiche, la fascia di età per la contrazione di questo virus si è abbassata notevolmente.



In questo libro troviamo quanto sia difficile da parte di un giovane confidarsi con i propri genitori o, viceversa. Perché si sa che per un adolescente il gruppo di appartenenza passa in secondo piano cedendo il suo posto alla cerchia di amici. Infatti, al giovane risulta sicuramente più facile confidarsi con un proprio coetaneo piuttosto che con un proprio familiare.  Troviamo anche l'odio, il rifiuto, se non addirittura l'egoismo dal punto di vista di un adolescente.

Non poteva poi di certo mancare la sfera romantica: le prime cotte, i primi baci e le prime e difficili esperienze sessuali traumatiche che un adolescente vorrebbe dimenticare ma che, al contrario, dovrebbe conservare con molta cura proprio per il semplice fatto che fanno crescere.

 La protagonista di questo romanzo si chiama Angela, ha quindici anni e il suo unico difetto è quello di vivere di sole e stupide illusioni. Vede il mondo tutto a colori, senza neanche una piccola sfumatura di nero. Tutto questo però un brutto giorno cambia. Durante una serata tra amiche, Maria le confida il suo terribile segreto, e cioè quello di aver contratto l'HIV tramite un rapporto non protetto avvenuto tempo addietro con un ragazzo da poco conosciuto.

Questa confidenza, scatena in Angela un sentimento di odio e di rifiuto. Ed è in questo preciso istante che entra in gioco l'egoismo da parte sua. Perché invece di prendere in mano le redini di questa situazione, decide di ignorare quasi completamente l'unica persona di cui fino a quel momento si era interessata e scappa.

Questo, evince quindi quanto noi individui, adulti e giovani non riusciamo a oltrepassare le difficoltà. Piuttosto decidiamo immediatamente di fare un passo indietro o, addirittura scansiamo il problema riportandocelo dietro poi negli anni sempre, comunque e ovunque.

Solo dopo la morte dell'antagonista, Angela comincia a reagire. Questo ci fa capire quanto un aspetto traumatico possa aiutare un ragazzo, ma anche un adulto a crescere e, quindi, a migliorarsi.

Perché ho deciso di intitolarlo “Il quaderno dei ricordi”, anziché “Il diario dei ricordi”? In questo libro non troverete delle date, non è scritto sotto forma di diario e quindi non sono delle memorie. Il titolo nasce dal fatto che Angela scrive sempre nel suo quaderno le proprie impressioni, le sue paure riguardanti il mondo che le circonda. Inconsciamente ho personificato il quaderno. Aspetto particolare questo, perché solitamente la personificazione la ritroviamo all'interno di una collana di poesie e raramente in un romanzo.

E' un libro adatto sia a grandi che a piccini e fa riflettere molto.

CHI E’ L’AUTRICE

Mi chiamo Stella Ada Rossetti, e sono nata a S. M. Capua Vetere il 14 Agosto 1990. Ho scoperto all’età di sedici anni il mio amore per la scrittura grazie a un mio amico. Nella mia testa mi sono sempre fatta dei film sin da quando avevo soli sette anni, forse perché trovavo difficoltà ad approcciarmi con i ragazzi della mia età e, quindi, vivevo le mie tante esperienze nella mia testa. Vivo a San Prisco, un piccolo paese della provincia di Caserta. Amante dell’architettura all’età di quattordici anni ho deciso di mia spontanea volontà di intraprendere gli studi di Grafica Pubblicitaria presso l’istituto E. Mattei  dove mi sono diplomata nel 2010. Per ovvi motivi il romanzo Il quaderno dei ricordi, l’ho scritto in quattro anni, pubblicato da Aletti Editore.


Buona lettura!!