Su "Scritturati" trovate la mia intervista relativa ai due libri pubblicati da Artemuse "Il sole ora splende" e "Il sorriso innocente dell'amore". Per leggere CLICCA QUI.
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- Elvira
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lunedì 2 settembre 2013
venerdì 9 agosto 2013
LA VOGLIA DI CONTINUARE
"Dopo una notte insonne, Noemi si alzò e informò i genitori della sua decisione, poi prenotò un volo per il Mali.
Il primo disponibile sarebbe partito il mattino seguente. Poi si recò presso la villa dei suoceri e comunicò anche a loro l'imminente partenza.
Non fu facile, perché erano naturalmente sconvolti dalla tragedia che li aveva colpiti come un fiume in piena, ma furono assolutamente comprensivi e, anzi, la incoraggiarono a continuare per quella strada".
Tratto da Il sorriso innocente dell'amore
Il primo disponibile sarebbe partito il mattino seguente. Poi si recò presso la villa dei suoceri e comunicò anche a loro l'imminente partenza.
Non fu facile, perché erano naturalmente sconvolti dalla tragedia che li aveva colpiti come un fiume in piena, ma furono assolutamente comprensivi e, anzi, la incoraggiarono a continuare per quella strada".
Tratto da Il sorriso innocente dell'amore
lunedì 15 luglio 2013
…UN GIOCO DI SGUARDI E LA SCINTILLA DIVAMPO’…
Era
una sera a una festa di amici. Lui aveva da poco chiuso una storia con una
ragazza che scoprì essere innamorata della sua professione, più che di lui come
persona. E puntava ai soldi.
Questa consapevolezza lo aveva sconvolto ed era
ancora molto provato. Aveva deciso di uscire quella sera solo perché i suoi
amici avevano insistito tanto, ma non era dell’umore giusto. Si era seduto in
un angolo con un bicchiere di vino in mano, come a nascondersi da tutto e da
tutti, quando i suoi occhi si posarono su una ragazza che stava ridendo e
parlando con un gruppo di amiche.
A colpirlo erano stati i suoi occhi, così
profondi e limpidi, e il suo sorriso. Non era più riuscito a spostare il suo
sguardo da lei per tutta la
sera. Un suo amico se ne era accorto e aveva fatto in modo di
farli conoscere. Il loro incontro era stato buffo e banale. Si erano avvicinati
e, nonostante la ritrosia di Lorenzo, Gianni (così si chiamava il suo amico) si
era fatto avanti.
«Guarda
che belle ragazze! Anche voi alla festa?»
«Sì,
siamo amiche di Elena, una delle organizzatrici!»
«Capito!
Noi invece conosciamo Luca. È lui che ci ha invitati! Comunque piacere, io sono
Gianni e lui è Lorenzo!»
«Piacere!
Io sono Laura»
«E
io Noemi!»
In
quel momento entrarono dei ragazzi.
«Guarda…
è arrivato anche mio cugino con la sua ragazza! Vado a salutarli! Torno tra
poco!» disse Laura, rivolgendosi a Noemi.
A
quel punto anche Gianni, con una scusa, si dileguò.
«E
così ci hanno lasciati soli!» disse Lorenzo per rompere il ghiaccio. «Già»
rispose Noemi con il sorriso sulle labbra e proseguì: «Non mi sembri molto
coinvolto in questa serata!».
«No,
infatti! Mi ha trascinato Gianni a forza e non ho potuto oppormi!»
«Beh…
a dir la verità non sei l’unico. Anch’io non amo molto tutto questo baccano, ma
è un modo per stare insieme e conoscere altra gente, oltre che per rivedere
amici che spesso, vuoi per una cosa vuoi o per l’altra, perdi un po’ di vista e
così… eccomi qua!»
Quando
parlava Lorenzo non riusciva a staccarle gli occhi dal suo viso. Gli
trasmetteva tranquillità e poi… che occhi! Un verde acqua così intenso…
Iniziarono
a parlare della loro vita, delle loro passioni. Lorenzo scoprì che lei era
infermiera e capì, dal modo in cui ne parlava, che per lei non era un lavoro,
ma una vera e propria missione! Senza neanche che se ne accorgessero,
trascorsero così due ore e, a un certo punto, lei gli disse che si era fatto
tardi e che doveva andare. Il giorno dopo avrebbe fatto il turno del mattino e
si sarebbe dovuta svegliare presto. Lorenzo, dal canto suo, avrebbe voluto
continuare a parlare con Noemi all’infinito.
Si
salutarono con la promessa che si sarebbero rivisti presto e solo dopo, quando
lei sparì tra la folla, si rese conto che non gli aveva nemmeno lasciato il suo
numero di telefono. Che stupido! Avrebbe comunque cercato in tutti i modi di
trovarla ma ora, mentre anche lui lasciava la festa, voleva solo godersi quella
bellissima sensazione di leggerezza che la loro chiacchierata gli aveva
trasmesso.
Sembrava
che tutto ciò che gli fosse successo prima, e in particolar modo la grande
delusione d’amore dalla quale era stato alquanto scottato, pesasse meno. E
pensare che tra loro non era accaduto nulla. Avevano solo parlato, eppure era
stato così piacevole...
Quella
notte dormì come non gli capitava più da molto tempo e quando si svegliò, la
prima cosa che gli venne in mente furono i due occhi di Noemi. Subito cercò un
modo per rintracciarla. Aveva pensato di rivolgersi a Gianni, magari conosceva
qualcuno che era in contatto con lei. Scacciò subito l’idea perché il suo
amico, una bravissima persona per carità, era però troppo impiccione e,
sicuramente, non lo avrebbe più lasciato in pace, con la sua smania di sapere
sempre tutti i dettagli.
Non
sapeva dove sbattere la testa, ma poi gli venne in mente Facebook. Non sapeva
il cognome, ma non si diede per vinto e dopo ore e ore di ricerca – ovviamente
tra una pratica e l’altra – riuscì finalmente a trovarla.
Non
voleva, però, dare l’idea del ragazzo invadente, pertanto si limitò a inviarle
una richiesta di amicizia. Ora non gli restava che attendere e sperare. Sperare
che anche per lei quell’incontro non fosse passato inosservato.
Trascorsero
alcuni giorni, ma non successe nulla. Intanto Lorenzo faceva fatica a
concentrarsi sul lavoro, era sempre distratto. Pensava a lei in continuazione.
E poi accadde. Ormai rassegnato, si collegò a Facebook e vide che Noemi aveva
accettato l’amicizia e gli aveva anche scritto un messaggio. «Ciao Lorenzo, che
piacere trovarti su Facebook. Scusa il ritardo, ma i social network non sono
proprio il mio forte, per cui mi collego molto raramente. Come stai?»
Ci
fu un susseguirsi di messaggi, finché Lorenzo le chiese apertamente di vedersi
per un aperitivo e lei accettò. La loro storia iniziò così e, da quel momento,
divennero inseparabili.
E
più la conosceva più si convinceva che era lei la donna della sua vita. Aveva
scoperto tante qualità di Noemi che non pensava neanche esistessero, viste le
sue precedenti storie. Lei era così solare, semplice, e quando lui le aveva
detto chi era e quindi a che famiglia apparteneva, nel comportamento di lei non
era cambiato nulla. Con lei riusciva a parlare di tutto e si sentiva ascoltato
e capito. E, soprattutto, amato. Insomma, Noemi amava Lorenzo e non l’avvocato.
Elvira Tonelli, Il sorriso innocente dell'amore
domenica 14 luglio 2013
IL GRANDE GIORNO E’ ARRIVATO
Alle
dieci e venti lo sposo era già davanti all’ingresso della chiesa. Era molto
elegante e appariva tranquillo. Se era agitato riusciva a nasconderlo
benissimo. Sua mamma, pronta per accompagnarlo all’altare, non era da meno! Era
molto orgogliosa di lui, del bel ragazzo che era diventato ed essere al suo
fianco proprio in quel momento la riempiva di gioia. Era molto emozionata e
cercava a stento di trattenere le lacrime. Non poteva lasciarsi andare in quel
momento, non era ancora nemmeno iniziata la cerimonia.
Dopo
qualche minuto di attesa, iniziarono a sentirsi in lontananza i clacson delle
macchine che annunciavano l’arrivo della sposa. A quel punto iniziarono ad
avanzare verso l’altare.
L’auto della sposa si fermò in fondo al viale. Parenti
e amici parcheggiarono e si incamminarono verso la chiesa, preceduti da Lucia,
la mamma di Noemi. Era una distinta signora, di circa sessant’anni che, quel
giorno, indossava un tailleur blu cobalto. I capelli erano raccolti in un
elegante chignon. Gli occhi lucidi lasciavano trapelare la tanta emozione che,
in quel momento, provava. La sua unica figlia stava per lasciare il nido! Era
davvero contenta e orgogliosa.
Lei e suo marito avevano fatto molti sacrifici
per permetterle di crescere senza farle mancare nulla e Noemi era cresciuta con
un forte senso di responsabilità, sin da piccola. Lei aveva lavorato come sarta
in un piccolo laboratorio non molto lontano dalla loro abitazione poi, con la
nascita della figlia, si era messa a confezionare abiti e a fare riparazioni da
casa, in modo da poter seguire la sua famiglia nel miglior modo possibile. E il
lavoro non le era mai mancato, anzi… Spesso le capitava di passare anche le
notti per riuscire a consegnare in tempo gli indumenti. Ora che era in pensione
si limitava a rammentare e a fare piccoli lavoretti per le amiche. Il suo
ultimo capolavoro era stato il vestito che aveva confezionato per quel giorno a
sua figlia. Non amava lodarsi ma era veramente bellissimo e, addosso a Noemi
era un vero incanto. Lasciò i suo i pensieri quando si trovò di fronte all’ingresso
della chiesa. Ora non le restava che osservare i suoi due tesori avanzare.
Quando
Noemi scese dalla macchina, tutti rimasero senza fiato. Era uno splendore. L’abito
che indossava era color panna, semplicissimo, e le segnava il bellissimo fisico
che aveva. Era un vestito senza maniche con un leggero strascico e un
coprispalla a completare il tutto. Noemi era davvero splendida. Magra e alta
con capelli castano chiaro lunghi fino a metà schiena, per l’occasione raccolti
in una acconciatura che le metteva in risalto il viso e i bellissimi occhi
verde acqua. Si limitò a sorridere a tutti gli invitati e a coloro che si
complimentavano per così tanta bellezza. A braccetto del padre Aldo si avviò
lungo il vialetto.
Erano entrambi emozionatissimi, ma tra i due, era Aldo che
faticava di più a controllarsi. Anche lui, come la moglie, era orgoglioso di
sua figlia e non gli sembrava vero che stesse per sposarsi! Si ricordava
perfettamente il giorno in cui venne al mondo! Appena nata Noemi era un esserino
piccolo e urlante, con due occhi che, al primo sguardo, lo fecero sciogliere
come neve al sole. Lui faceva il muratore e i suoi orari di lavoro erano
piuttosto duri e stancanti. Spesso, la sera, soprattutto nel periodo estivo, rientrava
tardi e sua figlia era già addormentata. Si limitava allora a sedersi accanto
al letto e ad osservare i suoi lineamenti così perfetti e delicati. Al di fuori
del lavoro, però, tutto il tempo libero che aveva lo dedicava alla famiglia,
alle due persone che amava di più al mondo. Ogni giorno ringraziava Dio per ciò
che la vita gli aveva riservato. Non poteva chiedere nulla di più! Ora stava
accompagnando all’altare la sua “bambina”, per affidarla a colui che, da quel
momento, avrebbe dovuto prendersene cura al posto suo. Come passava il tempo…
Quando
fecero il loro ingresso, la marcia nuziale iniziò a risuonare nella chiesa.
Lorenzo si voltò e man mano che Noemi avanzava verso di lui, il suo cuore
batteva sempre più forte. Non riusciva a staccare gli occhi da lei. Era la
donna della sua vita, quella che stava per sposare. Ed era così bella. Mentre
attendeva di averla al suo fianco, come in un flashback rivisse il momento in
cui si conobbero.
Elvira Tonelli, Il sorriso innocente dell'amore
sabato 13 luglio 2013
… TUTTO ERA PRONTO…
La
giornata era splendida, il cielo limpido, l’aria frizzantina. E tutto era
pronto. Era il 15 di maggio. Noemi era agitatissima. Erano le sei di mattina ed
era già in piedi. La notte aveva dormito poco, ma sul suo viso non vi erano
segni di stanchezza. Era nervosa, certo! E chi non lo sarebbe stato nella sua
situazione! Ma felicissima!! Tutto era stato organizzato alla perfezione. Nulla
sarebbe stato lasciato al caso. Noemi avrebbe preferito una maggiore sobrietà,
ma non aveva voluto creare problemi a nessuno e, quindi, si era adeguata. Ora
però non poteva permettersi di perdersi nei ricordi… Tra pochi minuti sarebbe
arrivata la parrucchiera e lei doveva almeno farsi una doccia e cercare di
mangiare qualcosa. Non aveva fame, ma non poteva rimanere a digiuno. Non quel
giorno.
Lorenzo,
invece, era molto calmo. Si era svegliato alle sette e aveva iniziato a
prepararsi, incurante dei continui consigli di sua madre. Già normalmente era
una persona molto ansiosa, lei. Figurarsi quel giorno. Correva da una parte all’altra impartendo ordini a
tutti. Era praticamente da un anno che non faceva altro che organizzare il
tutto. Suo marito e Lorenzo l’avevano lasciata fare, sapendo quanto ci tenesse
a far sì che quel giorno fosse perfetto. La loro era una famiglia molto rinomata,
visto il ruolo di avvocato ricoperto da generazioni e non potevano certo
permettersi di fare brutta figura. Già si era dovuta rassegnare al fatto che
suo figlio volesse sposare proprio Noemi. Era una bellissima ragazza, per
carità, ma era una semplice infermiera con una famiglia umile alle spalle. Quella,
però, era la decisione di suo figlio e, allora, andava bene così.
Lorenzo
non ci mise molto a prepararsi. Arrivò anche il fotografo per qualche foto di
rito prima della cerimonia e poi partirono. La chiesa che avevano scelto si
trovava poco fuori Milano. Una chiesa non troppo grande e molto luminosa che a
entrambi era piaciuta subito. Davanti ad essa c’era un breve viale ed era
circondata da un piccolo parco. Insomma… era un posto ideale per un giorno
indimenticabile.
martedì 9 luglio 2013
IMMAGINO
“E’ ancora presto, ma
già immagino come sarà quando ti conoscerò, quando potrò stringerti tra le mie
braccia, sentire il tuo respiro, assaporare il tuo profumo, guardare i tuoi
movimenti, ascoltare i tuoi pianti e i tuoi discorsi… Insomma… immagino come
sarà vederti vivere... Sono certa che sarà bellissimo, me lo sento”.
Elvira Tonelli
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